Bari, 13 gennaio 2026  – UGL Puglia respinge con fermezza le dichiarazioni diffuse da Enel in merito alle attività di call center e back office, considerate una rappresentazione distorta della realtà. Secondo il sindacato, dietro il linguaggio rassicurante dell’azienda si nasconde una strategia di riduzione occupazionale che sta producendo effetti devastanti per centinaia di lavoratrici e lavoratori, soprattutto nel Mezzogiorno.

“Come UGL Puglia – dichiara il segretario generale Marcello Fazio – non possiamo accettare che Enel parli di clausole sociali rafforzate quando, nei fatti, assistiamo a trasferimenti forzati e perdita di posti di lavoro. A Potenza, 400 lavoratori, in gran parte donne con età tra i 45 e i 50 anni, si sono trovati di fronte a un bivio drammatico: accettare il trasferimento a centinaia di chilometri o perdere l’occupazione. È una forma di estromissione travestita da riorganizzazione”.

La situazione lucana è solo la punta dell’iceberg: casi analoghi emergono anche in Abruzzo e Molise, dove ai lavoratori vengono proposti spostamenti improponibili verso sedi lontane. Secondo UGL Puglia, si tratta di un vero e proprio svuotamento occupazionale dissimulato da operazioni di efficientamento.

Il sindacato evidenzia inoltre come nei nuovi bandi Enel siano scomparsi i criteri che in passato premiavano le aziende con sedi prossime ai territori dei lavoratori, sostituiti da parametri che valorizzano l’automazione e l’intelligenza artificiale. “L’introduzione di chatbot e sistemi automatizzati – prosegue Fazio – rischia di diventare il grimaldello per ridurre drasticamente la forza lavoro, con il consenso implicito di un’azienda a partecipazione pubblica che dovrebbe avere come priorità la tutela dell’occupazione, non la sua erosione.”

UGL Puglia rivendica il pieno rispetto della clausola sociale prevista dal CCNL Telecomunicazioni e dalla Legge 11/2016, che tutela la continuità occupazionale e la territorialità del lavoro. “I lavoratori hanno diritto a rimanere nel proprio territorio – aggiunge Fazio – senza essere costretti a sacrificare vita familiare e stabilità economica per scelte aziendali unilaterali.”

Il sindacato chiede l’apertura urgente di un tavolo con il Governo, il Ministero dell’Economia e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per ridefinire una governance della transizione digitale che metta al centro le persone, non i soli obiettivi economici. “Il lavoro non è una merce da spostare a seconda delle convenienze di gara – conclude Fazio –. Enel deve assumersi la responsabilità sociale delle proprie scelte e garantire che la digitalizzazione non diventi sinonimo di licenziamenti mascherati.”

UGL Puglia respinge con fermezza le dichiarazioni diffuse da Enel in merito alle attività di call center e back office, considerate una rappresentazione distorta della realtà. Secondo il sindacato, dietro il linguaggio rassicurante dell’azienda si nasconde una strategia di riduzione occupazionale che sta producendo effetti devastanti per centinaia di lavoratrici e lavoratori, soprattutto nel Mezzogiorno.