Taranto, 12 febbraio 2026 – UGL Igiene Ambientale denuncia con forza la situazione di estrema gravità che coinvolge i quattro lavoratori impiegati presso lo stadio “Erasmo Iacovone” di Taranto, rimasti privi di qualsiasi tutela occupazionale e sociale a seguito della chiusura dell’impianto decisa dall’Amministrazione comunale.
È inconcepibile che il Comune di Taranto abbia disposto la chiusura dello stadio senza prevedere alcuna misura di salvaguardia per i lavoratori coinvolti, pur essendo noto sin dall’inizio che la riapertura non sarebbe avvenuta prima del 2026. La nostra Organizzazione Sindacale aveva avanzato una proposta chiara e immediatamente praticabile di accordo di salvaguardia, resa ancor più ragionevole dal numero estremamente limitato di lavoratori interessati (quattro unità), ma tale proposta è rimasta totalmente ignorata.
Ancora più inaccettabile appare questa inerzia se si considera che, nel frattempo, la società partecipata Kyma Ambiente, riconducibile al Comune di Taranto, ha proceduto a nuove assunzioni senza alcuna tutela della continuità occupazionale per i lavoratori già formati e impiegati allo stadio. Una scelta che viola in modo evidente i principi di equità, responsabilità sociale e il rispetto della clausola sociale, valori che dovrebbero guidare le scelte di un’istituzione pubblica e delle sue partecipate
La persistente mancanza di iniziativa dell’Amministrazione comunale e l’assoluta assenza di interventi configurano una grave inerzia amministrativa, politicamente e istituzionalmente censurabile. Per questo UGL Igiene Ambientale diffida formalmente il Comune di Taranto a intervenire con urgenza, convocando immediatamente un tavolo di confronto con la nostra Organizzazione per individuare soluzioni concrete di ricollocazione lavorativa per i quattro lavoratori, sino alla riapertura dello stadio.
In vista della futura riapertura dell’Erasmo Iacovone, riteniamo inoltre imprescindibile la definizione di un accordo che garantisca il pieno reintegro dei lavoratori oggi ingiustamente esclusi. In assenza di un tempestivo riscontro, UGL Igiene Ambientale si vedrà costretta ad attivare tutte le iniziative sindacali, istituzionali e legali ritenute opportune a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie