«Come Segreteria Regionale UGL Puglia stringiamo con sentimento profondo di vicinanza al dolore dei colleghi e della famiglia dell’operaio 37enne deceduto stamattina» si legge in una nota del Sindacato, a firma del Segretario Marcello Fazio.
L’ennesima tragedia è avvenuta a Taranto, dove un lavoratore di un’azienda dell’indotto dello stabilimento ex Ilva ha perso la vita durante attività di manutenzione.
«A Taranto si continua a morire di lavoro, un fatto inaccettabile – ha dichiarato Fazio – Ribadisco quanto già sollecitato dal Segretario Nazionale UGL Metalmeccanici, Antonio Spera, nella convocazione a Palazzo Chigi per il 5 marzo, la sicurezza della fabbrica dovrà essere nelle priorità dell’incontro».
«Siamo di fronte all’ennesima morte sul lavoro in un territorio già provato da anni di crisi industriale, ambientale e occupazionale – ha proseguito il Segretario Regionale UGL Puglia – E’ finito il tempo delle parole e dei buoni propositi. Non è più tollerabile che la sicurezza venga trattata come un costo e non come un diritto fondamentale delle lavoratrici e dei lavoratori.»
«Chiediamo che su questa tragedia venga fatta piena luce, con accertamenti rapidi e rigorosi, e che siano individuate tutte le eventuali responsabilità. È ora che – ha sottolineato Fazio – soprattutto nell’area ex Ilva, la cultura della prevenzione e della sicurezza diventi il primo parametro di ogni scelta industriale, contrattuale e organizzativa».
«Taranto non può essere sinonimo di morte, precarietà e appalti al massimo ribasso – ha rimarcato il Segretario UGL – Pretendiamo un cambio di passo: controlli più stringenti, formazione continua e obbligatoria sulla sicurezza, coinvolgimento reale delle rappresentanze sindacali e investimenti strutturali per mettere in sicurezza impianti, processi e appalti lungo tutta la filiera dell’indotto. Nell’interesse del territorio, dei lavoratori e dei cittadini, bisogna intervenire subito e con determinazione per fermare un’inaccettabile strage. Nessun rilancio industriale potrà essere sostenibile socialmente ed economicamente senza attenzione al tema della sicurezza e salute dei lavoratori e di tutti».
«Come UGL Puglia – aggiunge Fazio – saremo in tutte le sedi istituzionali per pretendere che nessuno debba più uscire di casa per lavorare senza avere la certezza di poterci tornare vivo. Il lavoro deve dare dignità e futuro, non paura e morte».
Sul dramma interviene anche Alessandro Dipino, Segretario di UGL Metalmeccanici Taranto:
«A distanza di poco meno di 2 mesi, siamo a piangere ancora un altro compagno di lavoro, Loris, tragicamente deceduto questa mattina a seguito di una caduta dall’alto, quasi una puntata già vista. Questa volta è toccata a Loris, un lavoratore dell’appalto che questa sera non potrà più riabbracciare la moglie ed i figli, una cosa che lascia sgomenti e che deve far riflettere chi di competenza, chi ancora una volta è responsabile di quest’altra morte annunciata. Quanti altri Claudio e Loris dovremo seppellire prima che ci si renda conto di quanto accade nello stabilimento di Taranto?»
Nel frattempo, Le Segreterie tarantine diUGL Metalmeccanici e UGL Chimici, in solidarietà con i lavoratori ex ILVA, hanno dichiarato 24 ore di Sciopero con effetto immediato.
«Quanto tempo ci vorrà affinché si intervenga con un piano strutturale rivolto alla salvaguardia dei lavoratori? Quali sono state le risultanze della task force organizzata dopo il precedente intervento proprio per la verifica dei camminamenti dello stabilimento? – questi alcuni dei quesiti che secondo il Segretario Dipino necessitano di immediata risposta – Non è nostro costume fare sciacallaggio sulla pelle dei nostri colleghi ed in questa giornata è più utile stare vicino alla famiglia in silenzio, ma con quel silenzio greve che faccia sentire il peso reale nell’animo di chi è responsabile per quanto ancora una volta, accaduto. Nessun incontro ci ridarà Loris o Claudio ma è indispensabile che chi ha il potere di fermare questa mattanza intervenga immediatamente».