Il cliente Mediamarket abbandona Teleperformance, lascia l’Italia e, fatto ancora più grave, nessuna comunicazione ufficiale chiarisce dove venga trasferita l’attività. Così inizi la nota del sindacato Ugl.
Una delocalizzazione di fatto, consumata nel silenzio, senza trasparenza, senza confronto e senza alcuna clausola sociale.
Ancora una volta dopo la vicenda ACI Global, il peso di una scelta aziendale unilaterale ricade interamente sui lavoratori e su un territorio già duramente provato.
Teleperformance, già in evidente difficoltà, si trova oggi a gestire le conseguenze di una decisione assunta dal committente, senza avere strumenti né certezze sufficienti.
La ricollocazione delle persone impiegate sulla commessa Mediamarket, distribuite su altre attività, rappresenta un tentativo necessario per evitare licenziamenti, ma non può essere considerata una soluzione strutturale, né tantomeno una prospettiva stabile per i lavoratori coinvolti.
È arrivato il momento  di dirlo con chiarezza: Mediamarket deve assumersi la piena responsabilità di quanto sta accadendo.
Non è accettabile che una multinazionale decida di disimpegnarsi dal lavoro italiano, lasciando il Paese e scaricando il “cerino acceso” su un fornitore e sulle organizzazioni sindacali, senza alcuna assunzione di responsabilità sociale e occupazionale.
Allo stesso tempo, le Istituzioni non possono restare a guardare.
Quando un’azienda internazionale abbandona l’Italia senza garanzie occupazionali, non si tratta di una questione privata, ma di un problema industriale e sociale che deve essere portato all’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali. Le Organizzazioni Sindacali non possono restare inermi.Bisogna intervenire, e subito.

UGL Telecomunicazioni Taranto chiede:

l’apertura immediata di un confronto istituzionale;  la verifica delle responsabilità del committente Mediamarket; l’attivazione, se necessario, di fondi regionali e statali per la salvaguardia del lavoro; una strategia concreta per attrarre nuove commesse e consolidare l’occupazione nel territorio di Taranto.
Ma la difesa del lavoro non può fermarsi all’emergenza, serve una visione e serve un progetto.
Se le lavoratrici e i lavoratori vengono formati, valorizzati e resi protagonisti della digitalizzazione e dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale Taranto e il Sud possono diventare un polo di eccellenza nei servizi avanzati.
Un’eccellenza italiana dentro multinazionali che italiane non sono, ma che in Italia operano e devono assumersi responsabilità precise.
Come UGL Telecomunicazioni lo ribadiamo con forza:
Non siamo qui per rincorrere l’emergenza, ma per evitarla. Dove ci sono regole chiare, c’è meno conflitto e più qualità.

“Il lavoro non è una variabile dipendente.È un bene collettivo da difendere sempre.”