BARI, 11 marzo 2026 – La Segreteria Regionale della FNC UGL Comunicazioni Puglia esprime la più ferma condanna per l’inaudito episodio verificatosi in data 9 marzo presso il Tribunale di Bari, Sezione Lavoro. Durante un’udienza riguardante un procedimento disciplinare, il Segretario Provinciale di Bari e Bat, Pierpaolo Sinibaldi, è stato oggetto di attacchi personali e delegittimanti da parte del legale rappresentante di Poste Italiane S.p.A..

L’UGL denuncia con forza un tentativo maldestro di limitare l’esercizio della libertà sindacale attraverso l’uso di argomentazioni estranee al merito giuridico e volte a colpire la dignità del rappresentante dei lavoratori.

La dichiarazione del Segretario Regionale, Camillo Massari:

“Quanto accaduto nell’aula del Tribunale di Bari non è solo un attacco alla persona di un nostro dirigente, ma rappresenta un pericoloso precedente contro l’intero sindacato. Definire ‘intimidatoria’ la presenza di un Segretario Provinciale che supporta un lavoratore significa ignorare il ruolo istituzionale che la legge e la Costituzione ci assegnano. Non permetteremo che illazioni sulla sfera privata o fughe di notizie mirate vengano usate come clava per silenziare la nostra azione di tutela. Poste Italiane deve chiarire immediatamente se questa condotta aggressiva rispecchia lo stile aziendale o se si tratti di un’iniziativa isolata di un suo legale, da cui prendere le distanze con fermezza“.

I Fatti contestati

Nel corso dell’udienza, il legale dell’azienda ha rivolto accuse gravissime al Segretario Sinibaldi:

  • Tentata intimidazione: la sua sola presenza è stata definita un atto volto a “intimorire” il teste.
  • Conflitto di interessi: sono stati mossi attacchi alla sua sfera personale e familiare per screditarne l’operato.
  • Scredito professionale: è stata strumentalizzata una sua precedente vicenda giudiziaria personale, uniti ad allusioni improprie su esiti processuali estranei alla causa.

Conclusioni

L’UGL Comunicazioni ha già inviato una formale nota di protesta ai vertici di Poste Italiane e al Capo degli Affari Legali. Il sindacato non si lascerà intimidire: in assenza di risposte concrete e dell’avvio di procedure interne volte a fare chiarezza sulla fuga di notizie sensibili, l’Organizzazione attiverà ogni sede giudiziaria prevista dalla normativa e dal CCNL vigente per tutelare i propri diritti e l’immagine dei propri rappresentanti.