Taranto, 13 marzo 2026 – Nel pomeriggio di ieri, presso la Sala Conferenze dello Stabilimento di Acciaierie d’Italia di Taranto, si è svolto l’incontro tra azienda, OO.SS. e una delegazione del Ministero del Lavoro ed INAIL, che segue quanto emerso dal confronto dello scorso 5 marzo a Palazzo Chigi, tra governo e sindacati.

“Questo incontro deve rappresentare un punto di partenza e non un punto di arrivo in un percorso che è quello della sicurezza che, purtroppo, nonostante quanto prospettato da Acciaierie d’Italia”, ha lasciato sulla propria strada due giovani viete spezzate in poco meno di 2 mesi”, ha dichiarato Alessandro Dipino, segretario Generale della UGL Metalmeccanici di Taranto.

“Noi tutti abbiamo un problema,” ha continuato Dipino, “che è rappresentato dalla paura che oramai si è instillata tra i lavoratori nell’esecuzione delle attività lavorative e pertanto, sia l’azienda, sia i rappresentanti delle istituzioni presenti all’incontro, si facciano garanti nel richiedere al governo lo stanziamento di risorse economiche ad hoc, necessarie per la messa in sicurezza degli impianti, perché non è pensabile che chi si rechi al lavoro non abbia la certezza di poter ritornare a casa ed abbracciare i propri figli, la propria moglie, i propri cari”.

“E’ già drammatico il peso che ciascuno di noi lavoratori porti sulle spalle in quanto additati come “assassini” in un rapporto con la cittadinanza oramai logorato da anni di schermaglie legate alla necessità di scegliere tra il lavoro da una parte e la salute e la sicurezza dall’altra.

Se a questo si deve aggiungere anche la paura nel dover andare a lavorare allora sarebbe il caso di fermarci un attimo, tutti, e fare un’analisi seria su quello che dovrà essere il futuro di Taranto, della fabbrica e sull’occupazione”.

“Pertanto è necessario che tutti, ciascuno per le proprie competenze, si faccia fronte comune, si maturi la consapevolezza di dove si vuole andare, di come affrontare la questione della sicurezza e, avendo sempre dimostrato grande senso di responsabilità, saremo di supporto affinché il percorso sia il più breve possibile e porti al risultato prefissato e permetta, secondo quanto sono le manifestazioni del MIMIT, ad una rapida cessione dell’impresa.”

“Nel merito dell’analisi dei contratti applicati nelle imprese dell’indotto, è necessario intervenire con determinazione anche perché le aziende serie, virtuose, sono coloro che maggiormente soffrono di questo meccanismo che determina spesso offerte al ribasso per l’assegnazione degli appalti”, ha concluso Dipino.