UGL Puglia denuncia con forza quanto emerso dal confronto promosso dal Presidente della Regione Puglia con alcune sigle sindacali sul disavanzo della sanità regionale, che le ricostruzioni giornalistiche quantificano in 369 milioni di euro, e sulle ipotesi di copertura che comprendono anche un aumento dell’addizionale Irpef regionale.
Per UGL è inaccettabile che, ancora una volta, il conto di errori politici, amministrativi e gestionali venga presentato ai lavoratori, ai pensionati e alle famiglie pugliesi. La prospettiva di mettere le mani in busta paga per coprire un deficit della sanità rappresenta un’ingiustizia sociale che colpisce proprio chi ogni giorno regge il peso della crisi, del caro vita e dell’indebolimento dei servizi pubblici.
“La Regione Puglia deve dire la verità ai cittadini”, dichiara Marcello Fazio, Segretario Regionale UGL Puglia. “Deve spiegare chi ha prodotto questo buco, chi non ha vigilato, chi ha sbagliato e perché oggi si pensa di far pagare tutto ai lavoratori pugliesi. Non accetteremo che il prezzo della Mala Gestio venga scaricato sulle buste paga di chi già fatica ad arrivare alla fine del mese”.
“Quando c’è da impoverire salari e pensioni, il Presidente della Regione si presenta come presidente di tutti i pugliesi. Quando invece bisogna aprire il confronto vero, discutere nel merito delle responsabilità e ascoltare tutte le voci del mondo del lavoro, allora è Presidente di parte – prosegue Fazio – dimenticando che il suo salario è pagato dai cittadini e per cui ha il dovere Istituzionale di interagire con tutte le parti sociali”.
UGL Puglia stigmatizza con durezza la mancata convocazione della Confederazione a un tavolo che riguarda il futuro economico e sociale dell’intera comunità regionale. Si tratta, secondo il sindacato, di una esclusione che mortifica il pluralismo sindacale e che tradisce una visione selettiva del confronto, orientata più alla gestione degli equilibri politici che alla reale tutela dei cittadini.
“I dati del CNEL parlano chiaro e certificano che UGL è una organizzazione rappresentativa, presente nel quadro delle forze sociali riconosciute”, afferma ancora Fazio. “Nessuno pensi di mettere il bavaglio a una Confederazione che ogni giorno è nei luoghi di lavoro, nelle vertenze, nelle crisi aziendali, nelle periferie sociali e accanto ai pensionati e alle famiglie”.
Per UGL Puglia, il nodo centrale è politico prima ancora che contabile: occorre accertare fino in fondo le responsabilità politico-amministrative che hanno condotto la sanità pugliese a una condizione tanto grave e chiarire perché, ancora una volta, si consideri normale trasferire sui contribuenti il costo di scelte sbagliate, ritardi, inefficienze e mancata programmazione.
“La Presidenza della Regione Puglia sappia che la nostra voce si farà sentire in ogni sede e con ogni strumento democratico necessario”, dichiara Marcello Fazio. “E se qualcuno pensa di zittire UGL o di selezionare gli interlocutori sindacali in base alla convenienza del momento, sappia che metteremo in campo anche azioni di disobbedienza civile e pacifica, volte a tutelare cittadini già sommersi dai rincari energetici, dall’inflazione, dalla speculazione immobiliare e dalla scarsa qualità e fruibilità dei servizi pubblici”.
UGL Puglia annuncia pertanto che non assisterà in silenzio a una manovra che rischia di colpire ulteriormente il reddito dei pugliesi. L’organizzazione è pronta a mettere in campo ogni iniziativa utile nelle sedi politiche, istituzionali, sindacali, territoriali e, ove necessario, anche sotto il profilo formale e giuridico, per difendere lavoratori, pensionati e famiglie da un ulteriore impoverimento.
“Noi non facciamo sindacato a giorni alterni e non scegliamo i cittadini da difendere in base al colore politico”, conclude Fazio. “Il nostro compito è stare dalla parte di chi lavora, di chi ha lavorato una vita, di chi cresce una famiglia tra mille sacrifici e di chi oggi non riesce più a sostenere il costo della vita. Per questo respingiamo ogni tentativo di marginalizzazione e diffidiamo da chi invoca la Costituzione solo per convenienza comunicativa, salvo poi violare nei fatti i principi fondamentali della libertà associativa, sindacale e di opinione, mediante discriminazioni tra parti sociali”.
UGL Puglia chiede infine un confronto vero, pubblico e trasparente, nel quale la Regione dica ai pugliesi quanto intende prelevare dalle loro tasche, per quanto tempo, con quale criterio e soprattutto per rimediare a quali precise responsabilità. Per il sindacato non saranno più tollerate opacità, esclusioni e scorciatoie costruite sulla pelle dei cittadini.