Alla C.A. del Magnifico Rettore
dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”
Prof. Roberto Bellotti
Piazza Umberto I, n. 1
70121 Bari.
Magnifico Rettore Bellotti,
con la presente, la scrivente Organizzazione Sindacale, intende rappresentare il proprio rammarico per il mancato invito e per il mancato coinvolgimento di UGL ed, in particolare, di UGL Telecomunicazioni, nell’iniziativa promossa dall’Università di Bari in data 13 maggio 2026, dedicata al confronto sul tema della maggiore rappresentatività sindacale ed allo specifico approfondimento relativo alla sentenza del Tribunale di Trani del 10 marzo 2026 in materia di contrattazione collettiva nel comparto delle telecomunicazioni.
L’evento, per oggetto e contenuti, avrebbe dovuto costituire un’occasione di confronto ampio, plurale e realmente rappresentativo delle parti sociali direttamente interessate dalla vicenda. Al contrario, la mancata inclusione della nostra Organizzazione ha determinato una evidente sproporzione nella composizione del dibattito, escludendo una voce sindacale che, per ruolo, storia, presenza nei luoghi di lavoro e diretto coinvolgimento nella vertenza, avrebbe dovuto essere naturalmente destinataria di un invito formale.
La circostanza appare ancor più rilevante ove si consideri che la vicenda oggetto di analisi attiene in modo diretto al settore delle telecomunicazioni e, in particolare, al mondo dei call center, ambito nel quale UGL Telecomunicazioni è parte pienamente titolata, in quanto soggetto contraente e stipulante del CCNL di riferimento. Si tratta, dunque, di una materia che coinvolge direttamente la nostra Federazione, non solo sul piano politico-sindacale, ma anche sul piano della concreta rappresentanza degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.
Si evidenzia, inoltre, che lo scrivente Segretario Confederale Regionale di UGL Puglia, ha svolto anche il ruolo di capo delegazione della Federazione UGL Telecomunicazioni, con specifico incarico sul comparto dei call center, nell’ambito della trattativa per il rinnovo del CCNL Telecomunicazioni. Tale circostanza conferma in modo inequivoco il legame diretto tra la nostra Organizzazione e la vicenda oggetto dell’iniziativa, rendendo ancora più incomprensibile il mancato coinvolgimento della stessa.
Come emerge con chiarezza dalle notizie di stampa e dal contenuto della sentenza del Tribunale di Trani, il ruolo svolto da UGL Telecomunicazioni nell’ambito di questa specifica vertenza è stato tutt’altro che marginale, risultando invece chiaramente riconoscibile nel percorso di contrasto alla disapplicazione del CCNL Telecomunicazioni e alla diffusione di assetti contrattuali deteriori. La pronuncia del Tribunale di Trani ha infatti accertato la natura antisindacale della sostituzione unilaterale del CCNL Telecomunicazioni con il CCNL BPO, valorizzando il criterio della rappresentatività comparata e il ruolo delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto leader di settore.
Per tale ragione, l’esclusione di UGL dal confronto promosso dall’Ateneo non può essere considerata una mera dimenticanza marginale, poiché rischia di assumere il significato di una scelta non coerente con i principi di pluralismo, trasparenza e completezza del dibattito che dovrebbero caratterizzare un’istituzione universitaria, tanto più quando il tema affrontato riguarda direttamente una vertenza nella quale la nostra Organizzazione ha avuto un ruolo concreto e riconoscibile.
Non sfugge, infatti, che l’Università rappresenta un presidio fondamentale di cultura, libertà di pensiero e formazione critica. Proprio per tale ragione, ogni iniziativa promossa in ambito accademico su temi attinenti al lavoro, alla rappresentanza e alla contrattazione collettiva dovrebbe essere improntata al massimo equilibrio, assicurando la partecipazione di tutte le soggettività effettivamente coinvolte, senza esclusioni che possano apparire ingiustificate o selettive.
Tale atteggiamento di “oscurantismo sindacale” rischia, peraltro, di riportare il confronto tra corpi intermedi, istituzioni e società in un clima di contrapposizione che non favorisce l’evoluzione sociale, né percorsi maturi di tutela, difesa e rivendicazione dei diritti. Al contrario, proprio nei luoghi della formazione e della ricerca dovrebbe trovare spazio un dialogo trasversale, aperto e inclusivo, capace di valorizzare il contributo di tutte le rappresentanze operanti nei settori interessati.
Alla luce di quanto sopra, si ritiene che l’episodio possa essere ricondotto a una semplice svista organizzativa, della quale si auspica venga fatto tesoro per il futuro. Proprio per l’autorevolezza dell’Ateneo barese e per la delicatezza delle questioni trattate, appare necessario che l’Università si faccia promotrice di iniziative capaci di valorizzare un dialogo realmente trasversale, inclusivo e rappresentativo di tutte le componenti sindacali. In tale prospettiva, si confida che, per il futuro, anche UGL venga ricompresa nei percorsi di comunicazione e di coinvolgimento al pari di qualunque altra organizzazione sindacale, così da garantire pari dignità e piena partecipazione alle iniziative che attengono direttamente alla specifica vertenza e ai temi del lavoro.
Nel rinnovare il rispetto istituzionale nei confronti dell’Università di Bari e nel ribadire la piena disponibilità a ogni futuro confronto fondato su correttezza, trasparenza e pluralismo, si chiede un cortese riscontro e si auspica che episodi analoghi non abbiano a ripetersi.
Distinti saluti.
Il Segretario Regionale UGL Puglia
Marcello Fazio